sabato 10 maggio 2014

Avessi poesia da dirti



Avessi poesia da dirti
Di una musica stridente
Come di pomice e mare
a sussurrarti
Un silenzio d’anfratti
Dove chinarmi a fenderti
Con note lente
Che t’avvolgano precise
in un mosaico a tessere e di perle
E poi moltiplicare
Per carezze mani
E con dita
di migliaia
Nasconderti alle viste
E portarti
Nella notte buona
Quella che arriva
Dove non servono più lampare
in questo tempo di mare
Che mi rivolta nel tuo ventre
Come una schiuma
Come un respiro orfano del vento
E in superficie
Solo il silenzio carico
come un ricordo di rami ebbri
di limoni
e gonfi
come un profumo
che sconvolge
il nostro stesso desiderio.

Si scioglie il giorno

Si scioglie il giorno
con la sua eco
in una lontananza
al fondo dei tuoi fianchi
tesi come un crinale di petali
in plenitudine di maggio

così è saperti, di questi colori
tanto inauditi
che non ha fiori che uniti
si contengano

ché esplodono,
con fragore chissà di risa
su vette provvisorie di steli
e non importa il giorno
non s'apprende alcuna forma che trattenga
poi che sei oltre
e pronta
già ridipingi
con un sussurro
lo spirito d'un tempo così simile al cielo

a questo solo io credo
nel privilegio che mi racchiude
interamente poterti
e sussurrarti anima, e mia
dove mi ascolti in fine di parole.

domenica 4 maggio 2014

Pecco.



Pecco
Come un uomo
Quando penso a morire di maggio
O in uno
Splendore d’aprile
Pecco
Ed è umano
Pensare che un giorno mortale
Possa solo sfiorire
Pecco
Se questo che vivo
È solo il resto
Di un indegno credere
che questa
Che chiamo ordinariamente
Vita
Sia meno che la meraviglia

E non merito
Allora
Questa meraviglia d’erbe
Questa esplosione di colori
Dove tu ti muovi
Come una vela a mare
Una fusione
Intera
Di sensazioni, desideri
E prospettive esplose
No
Non ti merito, a volte
Se non sono felice
Di tanta sorte
Di tanta rovina
Di tanto volo
Inarrivabile di fenice.


Chiamerò il tuo corpo



Chiamerò il tuo corpo
Nella sua estesa intera
Firmamento
O cielo a sera
Con le sue luci a traforarlo
Non ti negherò la visione
Simmetrica
Delle tue spalle
Te le racconterò
Con la forza viva dei ricordi
Sei tu che muovi
E mi condanni
Ad un piacere quasi doloroso
E ancheggi tuo malgrado
Meravigliosamente
Come è nella natura
Desiderabile di donna
Ti limiti al rilascio
Di gocce impenetrabili
Di sudore forte, da bersi con misura
Ti lascio di me l’impronta
Delle dita ovunque
Io passi
Dalla tua pelle ai firmamenti
Agli indicibili
Celesti amplessi
Dove ti amo
Non v’è grandezza che commisuri
Dove siamo
Sono i tuoi occhi
E il cielo che si apre

M’avvolgo
Nelle tue parole
Incredule di tanta quiete
E mi trascina un volo
Senza tempo
Senza paura
Senza nulla
Che non sia stringerti
Come un presente
Come una paura
Potente
Inafferrabile
E già velo.

sabato 3 maggio 2014

E di questo tempo

E di questo tempo
incapace di dissimulare il pianto
ti direi il buon giorno
il più accurato
scegliendolo tra i fili
quelli dell'oro che reca il mattino
Non ti direi della notte
né dei silenzi o delle ombre
delle nubi rovesciate al suolo
o di reverberi e rimbombi per acciottolati
no, ti parlerei di sogni
di voli
di un tempo che si moltiplica per ogni tuo gesto
ma senza meta
senza chiedere altro
e lentamente
quando sarà alto il giorno
e le nubi svanite
parlerei in te, dei tuoi silenzi
e del tuo corpo
della tua presenza
della quiete dei respiri
dei seni placidi
dei fianchi che attendono
e in un tempo che non sarà mai dopo
ti direi tutto quello che sai
e che l'uomo non dice
ti direi della meraviglia di essere
e di crederci, ancora
prima che sia sola la speranza.

I tuoi occhi sono il cielo che hai dentro

I tuoi occhi sono il cielo che hai dentro
la tua terra di sempre
il tuo mare di ora
sono la tua anima
nella portata di una mano
a dire
lo spessore dell'essenza
a imprimere
lo sbocciare di un bacio
e nel suo farsi
la voglia di sentirti
come un fiore a pelle
appena schiuso
il bocciolo
e riaperto ancora
come una spera sui sensi
di un sole che allerta
di un cielo che vola.

venerdì 2 maggio 2014

Mi sento



Mi sento
negli occhi di te
e con fragilità di sapone
mi avvolge
una bolla in colori
del piccolo mondo totale 
di sempre averti
e mi perdo
al di qua dei ricordi attendendo
allo stormire dei respiri
anche i singolari
sulla tua pelle a ricrearsi

Ne faccio trama
Di sogno e di attesa
Umana del prepotere dei ricordi

Così
Attentamente ti sento
Con precisione ubiqua di velo
E mi trattiene
In punta di dita
Un limitare a fiori
Per un attimo solo
E poi dentro 
la bolla e di te
lo sguardo,
il sorriso.