lunedì 6 ottobre 2014

due linee

due linee
a segnare la meraviglia
sconvolgenti
a precipizio d'inguini
i miei disegni d'amori, d'isole, di soli
e sotto la pelle il caldo
e l'adolescenza, rapida
ho morso il tempo
senza una ragione da compartire
come se tutto fosse solo il mio finire
un breve sdilinquire
e pure no
si continuava tutto
in raggi di sole opposti
come i pollici sugli occhi
per non vedere
per non smettere di sentire

vorrei tornare ai miei disegni
e salirci, ancora lenti
e scivolare da quegli inguini
di sole linee
nel buio del grembo
dove ritrovo un senso
o chissà, quello che cercavo, da allora
oltre le linee nere, un tempo che colora.

domenica 5 ottobre 2014

Mateo E. L. sabes tu mirada

sabes tu mirada
conoces tus ojos
los labios temblando
y el sabor a fruta
por tu piel
paseas un mundo con alas
y patas de pájaro tímido y oloroso
sai il tuo sguardo
conosci le tue labbra
e il sapore di frutta
per la tua pelle
si porta un mondo a spasso fatto d'ali
e zampe di passero timido e odoroso
di resine che mi trattengono e ramo
dove risiede
placido il tuo battito
recondito nel cuore dove affonda nell'ala
complice un sorriso
staremo bene qui
in punta di ramo
un attimo prima che passi
il cielo negli occhi
saltiamo.

sono quello che invochi, un istante

sono quello che invochi, un istante
quando non sai che il tempo già insistito sopravanza
sono quello che viene
a spegnere il silenzio che segue al mio dio
sono quello che chiedi
quando non basta l'attesa
e manca
un respiro prima che il dolore si trasformi in pianto
io sono solo, per un istante
dopo, tu vieni
ed è il cielo che dura intorno al mondo.

sabato 4 ottobre 2014

io non so

io non so
quali e quando
né se
verranno parole di un tempo
non tuo
a dorare la gabbia
ad allentar le sbarre
non so
se le parole saranno un varco
che surroghi o sostituisca
i tuoi occhi
loro sì, loro, unendosi, si aprono
e insieme producono
sì, così: producono,
lo sguardo
ed io lo ricordo, ogni istante
e lo sostengo, quello sguardo
verso un indirizzo di rondini
quando mi perdo nel cielo
o verso un luogo di specchi
quando i pensieri miei
nei tuoi occhi si flettono.

rimaniamo prigionieri

rimaniamo prigionieri
di qualcosa che non può finire
perché ha avuto un inizio, vero
tutto il resto potrà dileguare
o avere solo fine
ché l'inizio era qualcosa di ordinario
o indefinito, vano
è la contesa di vivere
è la cosa che fatta capo ha
vivere, amare
o attendere
come una foglia
nel suo moto
quanto effimero, quanto eterno
tra il ramo e la terra

noi viviamo per vivere qui
tra i punti esatti di una geometria di anime
a segnare un cambio
tra la terra fragile e il ramo
ma foglie
sempre
impresse in fondo al cielo.

giovedì 2 ottobre 2014

calettarsi nella vita più grande

calettarsi nella vita più grande
l'enfia di parole e atti
con mani piccole e occhi di gatto
penetrare il mistero che separa
in maschio e femmina
anche i pani d'una vite
insinuarsi dove si allocano
logori d'utensìli le parti
e nel rigore dei loro alloggiamenti
trovare
quel grano che sfalsava di tanta perfezione
e sentire
dentro quel giorno
che nulla può bastare
ad attutire in tale ovatta
lo strepito
il frastuono
nell'intercapedine lontana
di luogo che rimane tana e si caletta
spazio, raro
tra la vita breve dell'uomo e l'altra
quella che di tanta attesa, agli atti, rimane.





ne partono tanti (deformazione professionale)

ne partono tanti
treni con le loro code
vispe quasi mai o appena
deste a lampeggiare nella sera
ché ci vuole fatica,
qualche inciampo da bestemmia

e scarpe tra i sassi da lavoro
anche per apporre le segnalazioni
così
come previsto
che il treno finisca
è nella norma
non scritta
che risiede la domanda
dove comincia
il treno senza faro
quello del non ritorno...

ne partono non sai quanti
per le vie ferrate intorno al mondo
e partono quasi tutti
solo qualcuno stretto al suo bavero
non parte, se ne va
sul suo binario ingombro ingoiato dalla luna.