Veglia d'anime;
domani,
tutto in una parola sola:
domani,
anima mia.
Le mani sono tese
e sono pronte le lacrime
e le risa
le paure a passare
le gioie a venire.
Scorre un tempo trepido di attese
un tempo interminabile
che centellina speranze.
Di là dai vetri la stagione è mutata
abbiamo visto le foglie inorgoglire sui rami
e poi svanire,
nel tempo rapido d'un vento senza repliche.
Siamo rimasti a guardare
come da dentro
senza nulla dire
senza altro attendere
soli e appesi a una speranza
a una parola unica:
domani.
lunedì 30 novembre 2015
sabato 28 novembre 2015
si avvicina il giorno
si avvicina il giorno
il suo passo è soldato
le parole tra noi diradano
compresse dai significati
il suo passo è soldato
le parole tra noi diradano
compresse dai significati
momenti di oppressione
un vuoto paure lampo
poi ritrovo i tuoi occhi
tastando il buio fino in fondo
e riappari
giovane di sorriso
come se ti fossi allontanato
un solo istante, ma ora e così
basta a gelare il sangue
anche sentirti guardare distante
un vuoto paure lampo
poi ritrovo i tuoi occhi
tastando il buio fino in fondo
e riappari
giovane di sorriso
come se ti fossi allontanato
un solo istante, ma ora e così
basta a gelare il sangue
anche sentirti guardare distante
si avvicina il giorno
e non altro forse
trattengo
che pochi punti di riferimento
e non altro forse
trattengo
che pochi punti di riferimento
sarò gabbia di te, Tìo
fino a quando
come tu dicevi
'i polmoni saranno pieni di cielo'
poi ti lascio libero, angelo mio.
Promesso.
fino a quando
come tu dicevi
'i polmoni saranno pieni di cielo'
poi ti lascio libero, angelo mio.
Promesso.
Papà.
Il giorno è il giorno del trapianto: 'i polmoni saranno pieni di cielo' è la frase di Matteo (Tìo) che i suoi compagni di classe hanno scelto per farla incidere su una medaglietta che il 'leoncino' custodisce gelosamente.
martedì 17 novembre 2015
un sole eroico e quotidiano
un sole eroico e quotidiano
strappato ad un tempo di indolenza
di mari oscuri di parvenze
una distesa d'angeli
e in croce quattro ciottoli
a salmodiare ridondanze
strappato ad un tempo di indolenza
di mari oscuri di parvenze
una distesa d'angeli
e in croce quattro ciottoli
a salmodiare ridondanze
fermarsi così
come una linea a forza
segnata tra due tessere
e grazie, quindi
di tanta polvere
di tanta sabbia
fino a quando tutto sarà
come un tacito deserto
battendo nel cuore
come un tarlo senza luogo
un pendolo infisso dentro il tempo
finché il pensiero non svetti
alto sopra ogni desiderio
come una linea a forza
segnata tra due tessere
e grazie, quindi
di tanta polvere
di tanta sabbia
fino a quando tutto sarà
come un tacito deserto
battendo nel cuore
come un tarlo senza luogo
un pendolo infisso dentro il tempo
finché il pensiero non svetti
alto sopra ogni desiderio
così, con un volto che appare
e si piega
sullo stelo
con un corpo che gioca
col suo stesso
insindacabile dolore.
e si piega
sullo stelo
con un corpo che gioca
col suo stesso
insindacabile dolore.
mercoledì 21 ottobre 2015
inseguire a ritroso fin dove nasce il vento
inseguire a ritroso fin dove nasce il vento
e custodire in palmo di mano il fuoco tremulo della vita
nella notte che dentro di te dorme
illuminare gli angoli
e far luce sulle paure remote che ti costringono ad un letto
e custodire in palmo di mano il fuoco tremulo della vita
nella notte che dentro di te dorme
illuminare gli angoli
e far luce sulle paure remote che ti costringono ad un letto
parlo all'infinito
in questo luogo attento di cautele
dove gli aghi sterili rubano la scena agli aghi fragili dei pini
in questo luogo attento di cautele
dove gli aghi sterili rubano la scena agli aghi fragili dei pini
you'll never walk alone ti ho detto
non sarai mai solo
mai,
mi ripeto,
per sorprenderti e sorprendermi
che tu non conoscessi questo urlo
you'll never walk alone,
è un mio diritto, angelo mio
il diritto di ogni padre
E non saperti,
non sarai mai solo
mai,
mi ripeto,
per sorprenderti e sorprendermi
che tu non conoscessi questo urlo
you'll never walk alone,
è un mio diritto, angelo mio
il diritto di ogni padre
E non saperti,
in ogni istante,
questa è la solitudine che non accetto.
''You'll never walk alone'' è il motto dei tifosi del Liverpool; Matteo, stranamente, non lo conosceva, o non gli sovveniva.
Ungaretti
tutta notte in veglia
ho fallato
tra le fila del male
voi due dormivate
ora è luce
diffusa
di qua, oltre i vetri
la domanda ancorata
ritorna
di che male voi siete,
fratelli?
ho fallato
tra le fila del male
voi due dormivate
ora è luce
diffusa
di qua, oltre i vetri
la domanda ancorata
ritorna
di che male voi siete,
fratelli?
lunedì 19 ottobre 2015
I cani bagnati odorano di tristezza...
Giornata 120, pioviggina. Matteo e Simona, per la seconda volta compagni di stanza, guardano la pioggia dalla finestra sigillata e parlano degli odori della pioggia, degli odori che amano, degli odori che vorrebbero tornare a sentire. Li guardo guardare e cerco di salire sui loro sguardi, per viaggiare tra i fili di pioggia che uniscono il cielo e la terra. I fili di pioggia si sono fissati, cielo e terra sono fermi, sento il respiro che posa sui vetri, proviene da quella pioggia, e cerca le anime di questi ragazzi. Mi sento vecchio, clandestino, ma forte, non posso non essere forte. Per la seconda volta gli si è staccato il cvc durante la notte. Qualche minuto di abbattimento, e già il leoncino non ci pensa più, affronterà anche questa, passerà anche questa. Matteo non credo che stia guardando fuori, ma oltre, è lì che deve puntare, mentre lo sento che parla degli odori della pioggia, delle strade bagnate, dell'erba, di tanto altro che è precluso da porte e finestre di questo ospedale. Sento che dice che i cani no, che i cani bagnati non gli piacciono. Dice che i cani bagnati odorano di tristezza. Come dargli torto? Anche i poeti qualche volta hanno ragione. Certe volte, come Matteo, che non finge mai, ne hanno da vendere...

(immagine dal web)
i cani bagnati odorano di tristezza
i cani bagnati camminano ai margini delle strade
i cani bagnati hanno credo una triste certezza
seguire a distanza una linea sincopata
che impedisce alla vista l'altro lato della strada
e grande una speranza
di pendere d'incanto da una mano amica
che cammini a fianco...
i cani bagnati camminano ai margini delle strade
i cani bagnati hanno credo una triste certezza
seguire a distanza una linea sincopata
che impedisce alla vista l'altro lato della strada
e grande una speranza
di pendere d'incanto da una mano amica
che cammini a fianco...
sabato 17 ottobre 2015
a fianco, nuvole sempre più azzurre
Forse dovrei correggere queste cose che scrivo troppo in fretta, senza filtro alcuno, così, giusto per vizio, abitudine o malaffare (?). Ha ancora senso essere 'naif', originali, 'automatici'? Non so rispondere, ma non ho altro modo di annotare cose, se non astenermi dal farlo, soluzione non deprecabile. Raramente, qualcuno mi ha manifestato apprezzamento per queste impronte che vado dimenticando in giro... fa piacere anziché no, certo, ma non è quello che cerco. Vorrei trovare un senso per queste cose che non considero 'scrivere', 'scrittura', vorrei capire perché ho cominciato a segnare carte e a volte muri, pareti comunque, con questi miei 'segni'. Certo, da bambino, poiché da allora ho cominciato, mi attraeva l'idea, e l'ideale, del poeta, un po' pazzo, un po' maledetto, il sogno di un accenno di libertà realizzabile forse solo grazie ai tentativi di avvitamenti 'pindarici', un modo forse come un altro per sfuggire alle paure dell'infanzia, ai torpori, ai lunghi sonni, alle giornate fatte di distanze siderali dalla vita e dalle sue realizzazioni. Forse prendere in mano carta e penna è stata una lusinga come un'altra, magari meno pericolosa o rischiosa, sogni leonini affidati alla carta, chissà. A distanza di quasi cinquant'anni continuo a non capire. Non è una cosa seria, forse. Magari è la fatica a non piacermi, il 'labor limae', vai a sapere. Nemmeno in questo tempo di pubblicazioni da pochi euro, e da meno di mezza lira, mi viene in mente di raccogliere tutto questo frascame che ho appuntato in giro... è più forte di me. Io non capisco nemmeno me, tutto qui, e allora, di nascosto, senza freni e con la massima rapidità possibile, rilascio questi scarabocchi, o graffiti di dentro, quando la mia anima, fine o trogloditica non importa, non può più farne a meno. E' la verità, e non so mai cosa comporta, questa meraviglia di nuvole che non so dire.
e belle, da inseguire
nel loro moto di zucchero filante
è poi un attimo
se tutto smette intorno ad uno stecco
e non rimane che lo sguardo piccolo degli astanti
gli occhi affissi al cielo
una mano che si leva
l'altra che porge il tesoro di una moneta,
la fiera della vita
le spalle alte a digradare
e al di là, il banco dell'imbonitore...
càpita, il ricordo delle dita
impresse nel vello dello zucchero
di qua dal cielo
e assaporare
amaro
un tempo che già si svincolava
poi la festa improvvisa si rastrema
e verso l'alto è perso
il volo della palombella
come un anelito
una puntura di stelle...
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