giovedì 12 dicembre 2013

la lucertola

mercoledì, 04 maggio 2011, da Catablogario (Splinder)
solevo a passi
scompagnare ànditi
oltre sempre
quasi a campitura
di note a mare
di mai più scordare
imponderati, gli equilibri

e poi
non oltre, passare
la linea segnata a gesso:
di piccole bocche urlare
su una sola zampa
ibis nel giorno di festa
portano vestine a colori, plissè:
oltre le ginocchia
un breve sole
ne illumina il gioco
risuona, allora, splendida
la campana

è terra che mi rimanda
immagini di gote rosse
e bocche senza pretese
sono i piccoli i segni di allora
le risposte non colte al mio dire
''siete voi il mio tempo''

e domandare, scuotendomi
dove sono gli angeli che li cercavano
con occhi radenti
dove, gli sguardi dai ballatoi
delle madri, sirene
chiamavano chi amavano
figli, uomini
parlavano di desideri
di nodi di grembiule appena avvinti
di capelli riavviati in fretta
di vetri oscurati e porte di camere da letto
sfuggenti, riaperte

a volte mi siedo
ai piedi del cielo
e con un filo d'erba cerco
in volti che non afferro
una lucertola che mi sfugge senza fretta.




postato da: catamor alle ore 20:49 | Permalink | commenti (7)
Commenti:

#1  04 Maggio 2011 - 20:49

bella la citazione in apertura. l'amo molto.

ofeliadietrolafinestra
#2  05 Maggio 2011 - 10:26

complimenti cat, hai lasciato il segno. Tutt'altro che facile tradurre la nostalgia in versi -o anche in prosa - senza scadere in sensazioni banalmente suadenti. Ci sono passaggi che sono per quanto mi riguarda capolavori assoluti.

RottamieViolini
#3  05 Maggio 2011 - 16:26



l'ho trovata
è di un mio amico che fotografa la natura
gli ibis mi danno un gran senso di libertà
trovo siano bellissimi
delle creature quasi magiche
difficili da avvistare
eleganti
con quel becco lunghissimo
come una maschera
non so mi affascinano in modo particolare

a parte questo
nella tua poesia ritrovo molte cose andate
dell'infanzia bella
quelle madri ai ballatoi come sirene
bella tutta
il finale
ai piedi del cielo
beh! è metafora azzurra e vasta

ciao e grazie cataldo
barchedicarta
#4  07 Maggio 2011 - 21:41

ma la foto non è venuta fuori?
molto probabilmente in quel sito c'è il copyright
beh! lascio questa
che non è la stessa cosa ma quasi

cercavo un tuo nuovo scritto...

arriverà
ciao cat
buona domenica


barchedicarta
#5  08 Maggio 2011 - 01:51

grazie...
catamor
#6  09 Maggio 2011 - 16:55

"a volte mi siedo
ai piedi del cielo"

davvero magnifico questo sedersi.
imaginaire
#7  11 Maggio 2011 - 09:28

Chiusa spettacolare!!!
Un sorriso
Chiara
chiaramarinoni

I giorni impassibili.



I giorni impassibili
I varchi
Da superare
Suddividendo con cautela
Nel nulla da dichiarare
Gli ostacoli accettabili
Dai mostri inevitabili
Gli occhi in attesa
Dagli sguardi orrifici
Separare la mela dai veleni
E raccogliere dalle tasche le mani
Come per un rosario
O una teoria di gesti
Che discostino
Anime e corpi
Dal fango fuori e dentro
Dal male dell’edera che tentacolare
Risalta
Come da crepe ritenute a stento

Sono giorni impassibili
Che non ammettono tregue
Né sconti
E contrattare è già
Come un mattino perso
Un giorno disatteso
E troppo presto, forse
Anche agli abbandoni.

mercoledì 27 novembre 2013

Di mia madre.

Una vecchia 'cosa' ripresa dall'ormai estinto blog ospitato da 'Splinder', una piattaforma poi chiusa dall'editore, gestore del sito, o quello che era.

martedì, 15 febbraio 2011


E' notte, e tu sai, nel dialetto dei silenzi
lo spegnersi dei respiri
sai dei muri e della calce viva
- solo, talvolta,
la tua ombra a pezzarla di nero -
quando tu, fatta muro
con un fremito al labbro contavi
gli anni del lutto
e scoprivi che in fondo
a vestirti a fiori non era più cosa
non ne eri nemmeno capace
così dichiaravi.

Non hai mai sbagliato quel conto
nemmeno ora
che il tempo ha la meglio sul nero dei capelli
ora che mostri i nei sulla fronte
e dici
sono tutti tumori, ma piccoli
e ne ridi, quasi a perdonarli.

Mena mi tocca
dice che ti trattieni a stento
che corri verso il bagno e il tuo corpo ti insegue.

Mi torna l'odore di crine
acre
di urine tramandate
di sonni amari e sogni
troppi
costretti in fila ad aspettare
e un cigolìo di buio metallo che sentivo
prima che tu
quasi risorta da quei ritmi ignoti
venissi ad asciugarmi in volto.








postato da: catamor alle ore 03:00 | Permalink | commenti (11)
Commenti:

#1  15 Febbraio 2011 - 09:48

Toccante,
infinito
amore.
Molto sentita
un sorriso
un abbraccio
Chiara
chiaramarinoni
#2  15 Febbraio 2011 - 11:42

è una poesia strordinaria!
se il tempo sedimenta in versi come questi e una mente ne fa poesia, allora la vita è molto altro.



utente anonimo
#3  15 Febbraio 2011 - 16:06

Ho chiaro, adesso in ritorno, l'odore acre del crine.

PannychisXI
#4  15 Febbraio 2011 - 20:07

vedo che amiamo le stesse atmosfere intime e poderose della vita difficile.
E' molto bella, complimenti
esplanade
#5  16 Febbraio 2011 - 00:14

le tue canzoni sono un continuo crescendo. Ammirato.

RottamieViolini
#6  16 Febbraio 2011 - 18:43

Un grazie sincero per i vostri complimenti, che vanno ben oltre le qualità -per così dire- di queste cose che vado appuntando.  In fondo si tratta di parole che passano, a volte qualcuna si posa proprio nello stesso luogo, succedaneo alla carta, per il quale mi trovo a passare -o posare. A ben guardare, chiedo scusa a voi che leggete, e anche a ciò che scrivo...non voglia il cielo che vergare parole sia come recidere uno stelo.
Ciao, grazie ancora.
Catamor.

catamor
#7  19 Febbraio 2011 - 16:15

vergare parole.. è sempre il frutto di un'intensa emozione alla quale vogliamo dare voce, e tu sai farlo in modo intenso ed elegante e l'eco si sente fin qui..

è davvero molto bella e mi piace molto lo stile con in quale ti cali in queste atmosfere

albafucens
#8  21 Febbraio 2011 - 18:43

una preghiera intensa....
non devi chieder scusa di nulla
mai...
siamo felice di riaverti nelle parole...

barchedicarta
#9  24 Febbraio 2011 - 18:53

è una incantevole sorpresa leggerti... davvero emozionante!

Ecatmel
#10  07 Marzo 2011 - 07:57

ne rimango incantata, catamor.

mere2
#11  07 Agosto 2011 - 12:39

Accipicchia a te: mi hai commosso.
Adesso devo smaltire questa cosa che ho in gola e penso mi ci vorrà tempo.
Ritorno....
Carla

NATACARLA