domenica 24 novembre 2013

case di apparenze morte

case di apparenze morte
vagamente domando
se siano le cose o chi le crea
per queste vie
a sopravvivere
vorrei sapere oltre
e non questo altro, effimera differenza
vorrei affondare nei muri
dove quest'immagine a stampa
di un'edera è solo un monito,
e stanco
io non so se di case e uomini
sopravvive il tutto o la parte
forse è un percorso di metonimie
e rammendi
forse sono le crepe inestinte
a segnare i luoghi del respiro
forse è qualcosa che vince o traspira
forse è qualcosa di umido che trasuda
dagli occhi delle case vuote
qualcosa che tu esprimi, di umano
e che io solo sento
e non so, se questo mi dispera
o se è tutto quel che ho,
degli occhi, delle vie.

1 commento:

Anonimo ha detto...

mi mancava la tua poesia

Rigobianco