sabato 4 luglio 2015

mi sovverte il sussurro dei tigli

mi sovverte il sussurro dei tigli
oltre i vetri serrati di fronte alla sera
guardo le tue vene ed attendo il tuo sonno
e che dia ristoro al tuo giorno
Spero, e seguo i tuoi capelli
a piccole onde sul cuscino
Attendo dei tuoi sogni
come li ho immaginati sempre strabilianti
nei racconti che mi regali
quando il mattino si insinua di qua dai vetri
e mi domandi,
tra la paura e la speranza
io, a cosa penso
e se mi invento risposte che non concordano
con le tue richieste
Sai, si chiama intesa, mio angelo
e non si staccano, gli occhi
dal riflesso delle tue mani candide sui vetri
forse perché mi devasta la tua dolcezza
di figlio d'oro
e altro non ho da darti
che questo mio mestiere che si chiama padre.
Finché i tigli smettono i sussurri
ché tu dormi
e nel loro silenzio vigile
stormiscono pensieri e foglie in cerca di mani e di preghiera.

1 commento:

albafucens ha detto...

che bello... uno scritto intenso, emozionante, musicale