domenica 29 dicembre 2013

Excerpta dalle traduzioni dei poeti erotici dell'antologia palatina di Luigi Siciliani.



'Avrei potuto tralasciare nella stampa qualcuno di questi epigrammi: quelli che i traduttori stranieri per solito omettono o rendono in lingua latina; ma non l'ho fatto, ritenendo ciò un atto di mediocre ipocrisia. Il secolo della cocaina e del più sfacciato arrivismo morale e politico che sia esistito nella storia, non mi fa obbligo di tanto pudore fisico. Né Afrodite fu mai tanto bella come quando si levò ignuda dalla spuma del mare.' 
(Nota alla traduzione degli 'Erotici' della Antologia Palatina, Quintieri, Milano, 1921).
Luigi Siciliani (Cirò 1881- Roma 1925).
Filodemo..............A Eliodora
L'anima mi consiglia l'amor tuo di fuggire, Eliodora;
      essa che gli antichi pianti conosce e i crucci.
Dice; ma di fuggirti io già non ho forza: impudente
      l'anima mi consiglia, e consigliando t'ama.
 Bello, vero? E profondo, sempiterno... Ma anche:
Anonimo...............Il segreto
Arsi, chiesi, ottenni: io l'ho posseduta, ella m'ama;
   chi, di chi, come, Cipride lo sa solo.
Oppure:
Rufino.........................Giudizio primo.
Giudice dei tre culi io fui, però ch'esse stesse
   mi scelsero, mostrando la splendidezza ignuda.
Uno da tondeggianti pozzette portava segnate
   le candide, a toccare, natiche soavissime;
l'altro, divaricato, in mezzo alle carni di neve
   faceva rosseggiare una sanguigna rosa;
l'ultimo in calma, con un silenzioso fluire,
   da sé sotto la pelle morbida palpitava.
Se questi culi avesse veduto chi fu delle dee
  giudice, rifiutava ogni giudizio ad esse.
Infatti, sempre lui,
Rufino.......................Giudizio secondo.
Ròdope e Rodoclèa insieme con Mèlita a lite
   vennero su chi avesse inguine più perfetto.
Giudice ne fui scelto, e come le tre somme dee
   stettero esse ignude, nettare respirando.
E di Ròdope il pube, d'onore assai degno, splendeva
   come rosaio mosso da sereno zeffiro.
Ma in Rodoclèa cristallo pareva, di fresco lustrato,
   come in un tempio la recente statua.
Bene io sapendo quanto Paris soffrì pe' l giudizio
   tutte e tre le cinsi d'un immortale serto.
E addirittura, in un crescendo ‘porno’:
Gallo..................Autopresentazione
- Lyda ad un tempo stesso tre uomini svelta soddisfa,
  uno, più su del ventre: gli altri, uno sotto e un dietro:
  pedica questo e fotte il secondo, ed il primo m'irruma.*
     Riguardi non avere, se in tre venite, e hai fretta. -
*Dài, che sotto sotto quel catulliano 'pedicabo ego vos et irrumabo' a qualche anima candida sarà pure, per quanto reconditamente, rimasto impresso.
E giusto per 'épater' un po':
Dioscoride........................Ammaestramento.
Non reclinare mai la donna ch'è incinta sul letto,
   godendo volto a volto Venere geniale:
poi che grande un'onda starà tra di voi, con fatica
   ella dovrà remare, tu sopportare il flutto;
ma rivolgila, e godi le cluni che sembrano rose,
   credendo la consorte Venere fatta efebo.
Ma non storcete il nasino, e muoviamo indietro il passo:
Marco Argentario...............Melìssa.
Tutto, Melìssa, fai come ape che gode dei fiori;
   bene io lo so; nel cuore, donna, lo porto scritto.
Anche miele distilli dal labbro, se dolce mi baci;
   ma, quando vuoi, ferisci con pungiglione iniquo.
Poiché:
Meleagro...........................A Eros
Quante volte nel fuoco tu l'anima, Eros, mi bruci,
tante ne sfugge, o stolto, essa che pure ha l'ali.*
*Sembra che il destino aspetti sulla strada fatta per evitarlo, no?
Ma cosa vuoi farci? Cosa non si fa per amore (amore… faccio per dire), potendo?
Anonimo.....................Ambiguità
Aquila Zeus si fece per il pari a un dio Ganimede,
   cigno divenne per la bionda madre d'Elena.
Bene così non si scerne: e per questo d'entrambe le cose
   c'è chi ama l'una o l'altra; io l'una e l'altra bramo.
E a quali sotterfugi non si ricorre, se:
Anonimo.......................Un desiderio
Oh, diventassi vento, perché tu andando alla spiaggia,
   nel tuo seno ignudo ne raccogliessi il soffio.
Il desiderio, il soffio, il respiro, l'attimo in cui tutto deve realizzarsi, come:
Platone.................Baciando Agatone
Nel baciare Agatone io l'anima avevo sul labbro,
   misera, salita come per trapassare.
                                                        *********************
Qui concludo questo excursus, sperando di aver colto e trasmesso una idea degli equilibri dell'erotismo e degli equilibrismi delle sue... evoluzioni, come dire? da eros a porno.
Ad ogni modo ci tengo a sottolineare la risolutezza e l'indipendenza culturale - vedi il rifiuto dell'ipocrisia nella nota iniziale del post- con le quali Siciliani decise di affrontare le traduzioni più 'spinose'.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ed ecco un buon modo di iniziare l'anno direi!
come pure il nuovo color sabbia del blog con volo di gabbiani dice tanto...
Mi piace.

Rigobianco

Giuseppe Barreca ha detto...

Ottimo modo per finire e ricominciare, una ruota che non si ferma mai...

Cataldo Antonio Amoruso ha detto...

benvenuto Giuseppe, grazie