lunedì 19 ottobre 2015

I cani bagnati odorano di tristezza...

Giornata 120, pioviggina. Matteo e Simona, per la seconda volta compagni di stanza, guardano la pioggia dalla finestra sigillata e parlano degli odori della pioggia, degli odori che amano, degli odori che vorrebbero tornare a sentire. Li guardo guardare e cerco di salire sui loro sguardi, per viaggiare tra i fili di pioggia che uniscono il cielo e la terra. I fili di pioggia si sono fissati, cielo e terra sono fermi, sento il respiro che posa sui vetri, proviene da quella pioggia, e cerca le anime di questi ragazzi. Mi sento vecchio, clandestino, ma forte, non posso non essere forte. Per la seconda volta gli si è staccato il cvc durante la notte. Qualche minuto di abbattimento, e già il leoncino non ci pensa più, affronterà anche questa, passerà anche questa. Matteo non credo che stia guardando fuori, ma oltre, è lì che deve puntare, mentre lo sento che parla degli odori della pioggia, delle strade bagnate, dell'erba, di tanto altro che è precluso da porte e finestre di questo ospedale. Sento che dice che i cani no, che i cani bagnati non gli piacciono. Dice che i cani bagnati odorano di tristezza. Come dargli torto? Anche i poeti qualche volta hanno ragione. Certe volte, come Matteo, che non finge mai, ne hanno da vendere...
(immagine dal web)
i cani bagnati odorano di tristezza
i cani bagnati camminano ai margini delle strade
i cani bagnati hanno credo una triste certezza
seguire a distanza una linea sincopata
che impedisce alla vista l'altro lato della strada
e grande una speranza
di pendere d'incanto da una mano amica
che cammini a fianco...

1 commento:

Anonimo ha detto...

incontro ...frugale...
massima estrazione di contenuto...