giovedì 2 aprile 2015

7. Dove sei? (da 'Lotte dei dolori').


Dove sei, dove te ne sei andato... ti sento, al di là dello schermo, ti sento respirare...c'è sempre un diaframma che si interpone tra noi, ineludibile e necessario, sia esso schermo o respiro.
Mi sono ribellato perchè la mia capacità di credere ha vacillato, non so se si rivelerà essere stato un attimo, o se si protrarrà, questa condizione che avrebbe dovuto imporre ad entrambi, a noi due dico, un silenzio quasi assoluto, e un rispetto reciproco che ho sentito venir meno. Perché ho avvertito che mi usavi, ancora una volta, come paradigma o metafora, e non sentivi più, e ancor meno tenevi in considerazione, questa mia richiesta di attenzione; da qui l'urlo che voleva eromperne e che sempre più le righe che mi hai imposto faticavano a contenere. Stai pensando a un 'esame di coscienza', lo so, e mi viene quasi da sorriderne, ma ti premetto che un abbozzo di sorriso è solo un moto istintivo, una abitudine da trattenere, e non è la via per un tentativo di ricomposizione, quella via è più lunga, è così lunga che magari non basta una vita intera a percorrerla, ad averne ragione; te lo dico sapendo di rischiare di essere patetico.
Rimango qui, in attesa. Oggi il mio dio è assente. Forse ti avrei parlato.

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