lunedì 15 luglio 2013

Enrico (da una storia squinternata su Diego Sandoval de Castro e Isabella Morra)

Ante:
quella che segue ha rischiato di essere la settima parte di questa cosa che vado appuntando su questo puntaspilli virtuale (virtuale non so fino a che punto); non lo sarà, per stanchezza, inadeguatezza, mancanza di senso, e forse per un distacco dalla realtà sempre più deciso, fino a farmi sembrare inutile anche la ricerca del poco sollievo che appuntare queste cose poteva darmi... mi sbagliavo. Unicuique suum, del resto.
Post:
beh, comunque alla fine Lui/Enrico, sarebbe arrivato ''in salvamente'' (espressione tipica delle sue parti), e avrebbe fatto l'amore in italiano con la moglie... che comunque la si voglia leggere non è cosa da poco, farlo in italiano... intanto chi scrive non sa come si fa a togliere il ''completamento automatico''... sarà anche gratuito questo programma, ma quasi quasi in questo momento rappresenta l'irrompere dell'assurdo nel quotidiano... proprio come ho letto in qualche premessa al teatro dell'assurdo che ecc. ecc.
Altre fonti riferiscono che Enrico riusciva a frenare all'ultimo istante in una galleria poco illuminata (in galleria accendere i fari, art. 109 T.U.) fermandosi a pochi centimetri da un telonato con la scritta: FRATELLI MORRA LOGISTICS VALSINNI... i fratelli di Isabella che aspettavano in autostrada!
Sì, viaggiare...(Lui, intanto...)
Lui è per antonomasia il sospettato, l'insospettabile, colui che sospetta: dipende dalle stagioni.
A Lui, a questo 'lui' converrà dare un nome... lo chiameremo Enrico, sì, Enrico si presta bene, ai troni come alla follia, e anche alle lotte senza fine, non dovrei sbagliare.
Enrico comincia a sospettare di se stesso, vive qualcosa che non lo lascia tranquillo... come se tornando a casa trovasse accesa una luce che aveva sicuramente spento, la porta chiusa con due mandate anziché le solite quattro, il televisore acceso, la caffettiera pronta all'uso e i pensieri ancora caldi... pure, era sicuro, uscendo, di non aver pensato a nulla.
Deve partire, viaggio di andata e ritorno, un giorno per andare, uno di riposo, uno per tornare... il piano è pronto... sveglia, caffè doppio, auto pronta, casello, una fermata per caffè doppio ed eventuali, casello, statale, svincolo, baci, tutto bene... non perdiamo tempo.
Aria strana, Enrico ha pensieri che non gli appartengono, non li riconosce come propri, vorrebbe allontanarli, ma il pomeriggio della vigilia è lungo, come il tempo di qualsivoglia vigilia.
Rifornimento, il più conveniente, a pochi chilometri, non varrà la pena, forse, a ben guardare, considerati costi e benefici, ma è minimo lo scarto -spesso gli scarti sono minimi, altro sono le conseguenze dei minimi scarti, lo vedremo se ci sarà tempo-, e quindi, vada per rifornimento nella vicina cittadina di P... lui, Enrico volevo dire, finge di non sapere che a quell'ora troverà sicuramente chiuso e di conseguenza proseguirà oltre: spesso non val la pena tornare sui propri passi - a volte pensa per frasi fatte o teoremi, vedremo... - come previsto trova chiuso, pensa qualcosa come ''ma questo qui quando apre...'', pensa ciò che sapeva che avrebbe pensato: lo trova rassicurante, non è la prima volta, non è il primo a pensarlo... sa che sta avvenendo esattamente tutto come lui aveva previsto: sta dominando le sue intenzioni, e il mezzo che usa si rivela docile... vuole ascoltare musica dall'autoradio a volume abbastanza alto e godersi la strada semideserta, sono questi i momenti in cui Lui... si parla, sì, tra tutti i momenti della giornata questi sono i suoi preferiti, quelli che gli danno la possibilità di ascoltarsi e parlarsi, chiuso nell'abitacolo dell'auto.
Ma oggi sente che sta avvenendo qualcosa di diverso: si sente parlare, ma non riesce a capirsi.
Accosta, scende, si appoggia contro l'auto, guarda davanti a sé, il panorama gli sfugge, ha qualcosa di inaspettato, di insospettato, non capisce, e comincia a convincersene: ''non capisco!''.
Respira profondamente... non ha voglia di respirare profondamente... ''sciocchezze!'', pensa.
Risale, la musica è dolce, lo attira inevitabilmente... domani sarà un buon viaggio, un bel viaggio... musica e pensieri, e qualche accelerazione improvvisa, qualche scatto perentorio, su qualche nota più alta, su qualche accordo più profondo... più dolente no, non gli va di pensarlo... non lo pensa: il tempo ha cementato un tacito accordo con certi pensieri da evitare... non sia mai!
Finge una attenzione che non gli necessita nel regolare lo schienale, l'altezza del volante, i retrovisori, poi rimane immobile un istante, il tempo di una domanda che non riesce a bloccare in tempo: ''Enrico, secondo te, sono tutti veri gli incidenti stradali?''... ma cosa vado a pensare... se sono tutti veri... questi spot pubblicitari, questa sicurezza sulle strade... mi condizionano... pure questo ci mancava... se fossero tutti precisi come me... non avverrebbero neanche gli incidenti stradali... ''Enrico''... c'è già qualcuno che sa che mi chiamo Enrico... devo aver pensato ad alta voce... come fa questa voce a sapere che mi chiamo così... e mi fa già delle domande... Enrico... domani parti... vedi che bella automobile... potente, vero? bella, vero? Un po' ti piace... impiegherai meno tempo, no? Forse ascolterai meno musica, ma insomma, poi, quando sopraggiunge la stanchezza, e non hai voglia di fermarti, e cominci a bere acqua e masticare perché come ti hanno detto?... ah sì, col movimento dei muscoli facciali, il sonno, sì, la sonnolenza diminuisce... hai fatto scorta, vedo, di gomme da masticare, bravo, Enrico, sei diligente... come dici? Ah, che forse non tutti gli incidenti stradali sono reali, nel senso che non tutti sono non voluti, che qualcuno potrebbe essere anche che...
Dillo, Enrico... prova a dirlo con parole tue, Enrico, dillo che...
Che il pieno di gas non dovrebbe servirti, che le gomme non le controllerai, che non tutti quelli che muoiono lo fanno involontariamente... che potrebbe essere che...
Sì, Enrico, potrebbe essere che...
Che domani questa bella auto, nuovissima, sparisca, con a bordo il proprietario, serio, preciso, impeccabile nella guida, chissà, un colpo di sonno, dipende dalla presenza o meno di segni di frenata, o chissà, una bottiglietta di minerale scivolata sotto la pedaliera, o un cd da cambiare, lo squillo del telefonino... no, quello no, certo che no: chi vuoi che vada a pensare che ti sei distratto a dare retta ai tuoi pensieri?... non sospetteranno di nulla, succederà per un qualche motivo, se deciderai che è il momento, o se mi lascerai decidere per te... sai che non ti ho mai deluso, no? Diranno qualcosa come ''che ci vuoi fare, è la vita''... quella che rimane: forse dipende dal dove e a chi rimane, la vita, ma insomma, non si può avere tutto...
''Allora? Che ne pensi, Enrico, partiamo?''

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