venerdì 14 novembre 2014

AA.VV. non scappare, ti sento

non scappare, ti sento
con rumore di via che si apre
e lenta, lenta appare
luce che persiste
sul farsi insidioso della sera
insieme abbiamo considerato
la consistenza dello zoccolo
il preludio a notte
le pieghe fitte di sipario
e cosa ne sia
degli impedimenti
del dirimersi a stento dei turbamenti
forse, ti domandi
è giorno sempre
e tu, tu non temere
che questo serenarsi di cielo
abbia a finire
in una notte stanca e onerosa
di pentimenti e ristagni
oleosi di rinunce e indecisioni
guardati
nelle piccole cose
nelle file silenziose
nelle attese
tutte
a ricomporsi
pronte
guardati
in quel gioco più grande
che sfogli, con dolcezza di donna
e vivi la sera
ché nulla vi incombe
se non il tuo cuore che preme
alle tempie e rimbomba
un pensiero
un ricordo
un amore che già è futuro.

Nessun commento: