domenica 10 giugno 2012

saprai di sale

saprai di sale,
e dirti che il ricordo
in me si continuava
come uno svettare dalle siepi
d'occhi che curiosi
frugano le vesti, adescati
da suoni che latenti inducono al risveglio
i sensi                 stanno alle labbra
come acqua
inarrestabile e quieta
le pietre delle miglia segnano
ricordi di passaggi
sono i punti delle storie, umane
di ripartenze, di più non torno, svolte

saprai il sale della pelle
a lungo amata di parola che lasciava
il segno, il senno

saprai l'anafora e il dèmone
della lingua
la rosa che addento, macabra
la discesa e gli inferi irregolari
se a caso declino
in nome di fiore, di frutta, di cosa
se il gioco incatena di scatola in scatola
le ombre che si fanno aliene...

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