giovedì 8 novembre 2012

siamo le cose (...abbozzo!!) (forse segue)

Siamo le cose che scrivi. Quelle che chiami abbozzi. O flashes. Quelle che rifuggi. O dalle quali ti schermisci. Che usi per farti bello. O per sentirti ammirato. O importante. O che strappi al sentire per farne forma o teoria, sequenza. Siamo i soldatini in forma di segni, le minime schiere che estrai dalla tua tastiera a specchio. Siamo le rondini distratte dal pensiero della ripartenza, perse su un rigo incerto di desideri e sbandamenti. Siamo i tuoi 'mah', i tuoi 'vallo a sapere', mossi dalla tua voglia di smettere tutto e tutti. Siamo le tue parole pronte ad essere strappate, le sempre soggette ai cambiamenti e alle cancellazioni, siamo il verso delle figurine in attesa di un collante che mai arriva, siamo l'album fatto solo di caselle da riempire, siamo i vuoti e l'aria che ti allontanano dal mondo. Siamo le tue mani, i tuoi pensieri, gli occhi, i fallimenti e le attese. Siamo, se ricordi ancora, le speranze, e il segno, forse il più credibile, dei sogni.
Siamo, e qui.
...
(Si volta, poi si avvicina allo schermo, spinge gli occhiali verso la fronte, come per credere meglio a ciò che crede di vedere).
E mo' queste cosa vogliono...che accidenti sta succedendo...ma cos'è, cos'è...forse un virus -rassicuranti 'sti virus, sembrano quasi la giustificazione di tutte le incomprensioni col computer- non è possibile, urlano, forse litigano per me, no, aspetta, si stanno rivolgendo contro di me, contro, capite?, le malefiche, ma tu guardale, sono poco più che pulviscolo e già si sentono imperiose come il vento, mi parlano di aria, di rondini, di fallimenti...le parole, i tasti, lettere, grafemi, questa minutaglia indegna che mi insegue da sempre...ma volete finirla, o no?! Tornate in voi, nella vostra tastiera, non siete nulla senza di me, nulla, capite? Non sarò il vostro demiurgo, ma...la vedete quella? Si chiama 'presa di corrente', non ha nulla di teorico o di poetico...basta un attimo, e zac!, ritornate nella mia testa, chiudo gli occhi e il buio dei pensieri vi inghiotte, non siete mai esistite, tornate allo stato di abbozzo, o di larva, altro che teoria forma rappresentazione...Parole, tasti...Tornate ad essere quello che eravate prima che l'uomo vi desse eleganza di lettere! Q, W, E, R, T, Y ... ma tornate ad essere quello che siete sempre state, frammenti di filo, suoni singolari da unire, uscite da questo corpo, jativìnni, ché non voglio più sentire storie!

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