domenica 11 maggio 2014

come se le mani non fossero mai cresciute

come se le mani non fossero mai cresciute
e gli occhi non avessero avuto altra luce
che questa, così a filo, che filtra
tra le dita aperte quasi a sorsi

in qualche buio ci siamo cercati
e sfiorati
e senza saperlo
come è forse degli infanti o dei folli
amati

ora non importano che le tracce di quell'oscuramento di luce
di quei luoghi che sottesero gli sguardi
che in qualche modo coprirono distanze e attese
non conta altro che recondita, nell'anima, l'essenza

poi che il tempo si è diffuso,
come pulviscolo invadente
o come sabbia in sensibile distesa
e soli, a volte ci sprofonda, ora
e prende
in una stanza di parole
dove attende
al limitare tremulo del buio
un desiderio in grani di rosario
e quello allora è il tempo che lontani
ci rassegniamo a un sogno altro
e mano nella mano
ancora.

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