domenica 18 maggio 2014

La vita, d'altronde

La vita, d'altronde
nelle braccia brevi,
ma dove saperti
guardo verso l'alto
e un piccolo uomo
di dentro, impazza
cerco un modo di vederti
dove finisco le mie dita
e riparte liscia ed irta
la parete di averti

sei nelle vele
oltre gli occhi stretti
dibattuti nel desiderio
di aprirsi interamente
o di rimanere sottomettessi
a questo calore di palpebre umide
e di riverbero a pelo d'onda

nei mie sogni ti accarezzo
come fa l'orizzonte con le chiglie
e poi affondo
come la realtà nel tuo fasciame
e ti coloro
di tutti i colori che non so dire,
tutti quelli che posso
e rimango a guardare
con te che diventi un abisso a fiori
tra le mie braccia perse
nella dismisura di tenerti

allora ricordo il tuo gemito
e il canto delle sirene
mi sommerge
dolcemente
senza fine.

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