domenica 4 maggio 2014

Pecco.



Pecco
Come un uomo
Quando penso a morire di maggio
O in uno
Splendore d’aprile
Pecco
Ed è umano
Pensare che un giorno mortale
Possa solo sfiorire
Pecco
Se questo che vivo
È solo il resto
Di un indegno credere
che questa
Che chiamo ordinariamente
Vita
Sia meno che la meraviglia

E non merito
Allora
Questa meraviglia d’erbe
Questa esplosione di colori
Dove tu ti muovi
Come una vela a mare
Una fusione
Intera
Di sensazioni, desideri
E prospettive esplose
No
Non ti merito, a volte
Se non sono felice
Di tanta sorte
Di tanta rovina
Di tanto volo
Inarrivabile di fenice.


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