mercoledì 17 aprile 2013

lascia che si perda

lascia che si perda
l'attimo che non passa non ha futuro
ho perso la foto del tempo con l'anello al dito
di chi era la mano
questo vorrei sapere
quella superficie che combaciava
piana
ma in abissi di righe
il corallo è smarrito
e le chiglie non lasciano altri segni
che di sabbie svanite
mi incanto al torcersi dei cordami
una barca di paure scivola
dalla sua stessa orma
via dalla riva
sul punto di spezzarsi
come che sia
e s'affina il palato all'amo
dove la grotta urla
e tutto
schiuma.

E non si nasconde un attimo.



1 commento:

rigobianco ha detto...

il dolore di fondo - oserei dire di sottofondo, con riferimento ad una sonorità recondita di qualcosa che ancora è, comunque, dentro - richiama l'attenzione e sorprende..che si possa avere una capacità così sensibile di dire l'ineffabile attimo, quello da non nascondere dell'utlimo verso, in cui un sentimento ha virato rotta, mutando uno sguardo...e, forse, svelando ad un sogno la fredda realtà...