domenica 13 aprile 2014

Erótica, quasi. V.





Non fa rumore la tenerezza sui vetri
E non ci sono finestre,
di qua dalle tue ali

cresceranno i respiri in cerca
di lunghe quieti
come braccia accoste
al tuo luogo degno di tutte le primavere.

Mi perderò in te
Come un viandante di cammini accesi
separando
Di due in due
Il tuo essere di donna e amante
Le tempie
Le cosce
Le labbra
Gli occhi
Le mani
E ripercorrendo
Di te
ad una ad una
la femminilità
il pensiero
il cammino
il dire
la luce
il tocco.

Ti dirò che sei unica
e come un’alba che di tutte le notti sorride,
rara.

Mi nascondo
Come un cuore nel petto
a sentire il tuo palpito
dove i silenzi in crescendo
donano al labbro il sapore intatto delle spume.

Lì t’amerò
Con forza che resiste al tempo
Ti amerò fino al fondo dei plinti
Dove gli arcobaleni acquistano respiro.

E verrò a dire al tuo giorno
Che l’amore non muore mai
Nemmeno quando si smette di amare
Nemmeno quando banale si accanisce
La vita come un errore
Un numero
Un dato
Come un dapprima senza tregua
Come un tempo che non sappia di te.





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