domenica 27 aprile 2014

Ombre migranti, chiuse nel palmo di una mano.

Ombre migranti, chiuse nel palmo di una mano
trame estranee di città sdrucciole e smalti
screziati delle belle mostre
di sé non dicono che altro vuoto
di volti emersi e di contorni ignoti
ti pieghi così, nella sera
lungo le strie del cielo

E le siepi, i profumi, gli appigli
le strade ben tenute
i margini precisi,
cosa?

L'anima del mondo è altro
un acuto ascendente
una solitudine in gola
il silenzio
un'aderenza che insiste
tra le mani e il mento.

Come te, forse, è sola la sera.

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