venerdì 17 ottobre 2014

era la parola abrasa

era la parola abrasa
a declinare a sera
come un margine irriso
nel balenio del giorno

l'ora si è fatta lenta
di più e sempre
ridotta nello spazio del rintocco
prima che un riverbero
sblocchi
il suono morto
delle tube
diffuso nelle crepe

allora
con certezze di rudere
sfilano verso il cielo
antichi steli
e morenti rimembranze

null'altro

per via era segnato
un finale di lontananze
e margini fluttuanti
di suoni di sogni di silenzi

la vita solo ora o tardi inizia a finire
da qualche parte
come un fischio riposto
nel tascapane senza fondo dell'assenza

e grazie, quindi
per ogni sorriso dimenticato
nelle altre stanze
tra comodini e immagini di sante.

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