sabato 18 ottobre 2014

mi perdoneranno, queste piccole note

mi perdoneranno, queste piccole note
solitarie, senza suono che ne prolunghi
l'esistenza su patine eleganti
era solo un tentativo
un decidersi a sopravvivere
al loro destino in fine di rigo
staccarle dalla poesia

erano più in là
quanto bastava a non raggiungerle
nello spazio che non so dar loro

è solo un attimo
rescindere una visione
un sogno che chiede strada alle parole
è solo un attimo, bianco di silenzi
di segni contratti
di carta finita in un baratto
di vimini o latta

e non torneranno
quelle parole si richiuderanno
clandestine tra i pensieri
condolendosi di cosa non sarà stato
dei legamenti
delle consonanze
delle felici concordanze

nulla diranno, di te, le parole
non mi cercano più
le sconfitte, le inadatte, le distanti

rimane la voce degli occhi
e si intendono
essi sì, da e per sempre
stanchi
dolenti
tutto ciò, nonostante

A quello che dicono gli occhi
non servono finzioni o proclami
urgono solo le tue mani
da questo lato delle disperazioni
che siano di lacrime, che siano di suoni...

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