giovedì 23 ottobre 2014

si è alzato da terra

si è alzato da terra
un coro di vento
e si offre a salite
a graduali vertigini
ad abbozzi di cielo
incerti seppure
ma prossimi già d'infinito
già oltre i vuoti di spazi che attraggono
già oltre un nulla celeste 
a ricompensa di tanto fremito
a compimento di tanta attesa

anche la notte si è alzata
indifferente al vento
e insieme sospingono foglie 
mendiche di un altro tempo
foglie che vanno, dimentiche
abbandonando strade
di nervature
e principi di steli

così, 
una notte mi prende, di vento,
nera
di occhi dietro i vetri
e respiro che appanna
pensieri che a dito
un attimo disegnano,
poi, si spegne, si quieta
in un battere d'ali qual era
svolazzo, ricamo di ozio, forzoso
nulla di fatto che te precedeva
prima che fossi, di nuovo
voce che apre a riso il mio cielo.

E si schiude, così, la notte
ed il vento è un piacere che prende
alla gola e confonde
il riso od il pianto, non conta
se sei tu
e sei già luce nell'aria
che accende, avido, il giorno.





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