giovedì 23 maggio 2013

jumara d'amur

Quello che segue è un vecchio post ripescato dal mio blog di un tempo, 'catablogario'. Risale al 5 agosto 2010. Due persone a me care, due amici virtuali ma veri, dei quali non svelo le identità, vollero omaggiarmi delle loro rispettive traduzioni, in veneto e in marchigano. A ben guardare posso quindi vantare ben due traduzioni in altri dialetti, non male! Ed ecco il post:
Non so perchè annoto queste cose in dialetto; ci sarà un motivo, di sicuro; ci sono alcune parole dal duplice significato, omofone, omografe, o come si chiamano (in questo momento non connetto molto), come 'sul', che significa sole e solo, o 'vena', che significa vieni o vena, e altre; io non le ho cercate, sono venute qui, queste parole: avranno avuto i loro motivi. Mò basta! Cià!  Dimenticavo...vena du mar significa vena del mare, vieni dal mare, viene dal mare, e -con un piccolo contributo della 'a' di vena- anche vieni al mare, qualora al malcapitato lettore potesse interessare. Cià n'ata vota.

mo' ti lass                                     ora ti lascio
ccà ti pos                                      qui ti poso
com na cosa cara                         come una cosa cara
o com nu jur 'e rosa                       o un fiore di rosa

ma juramill                                   ma giuramelo
unn u dir a nessun                        non dirlo a nessuno
adduv t'he ammucciat                   dove ti ho nascosto
e adduv t'accarìzz                         e dove ti accarezzo

'e sul e sul ti voj guardar                da solo a sola ti voglio guardare
'e man e man ti voj portar              di mano in mano ti voglio portare
sul nta l'occhji mi voj jettar            sole negli occhi mi voglio gettare

ven                                              vieni
vena!                                           vieni!
ti voj cuntar                                  ti voglio contare
'e na jumara c'un zapija du mar     di una fiumara che non sapeva del mare

ven                                             vieni
vena!                                           vieni!
ti voj 'mparar a mi far amar            ti voglio insegnare a farmi amare

vena jumara                                vieni fiumara
vena d'amur                                vena d'amore
e porta petr                                 e porta pietre
porta lign                                    porta legna
e crucifiss                                  e crocifissi
ca mi vaj a jettar.                        ché mi vado a gettare.

vena jumara                               vieni fiumara
vena du mar...                            vena di mare...

veneto: 
qua te poso
come ‘na roba cara
o un fiore de rosa...

da soeo a soea te vojo vardare
de man in man de vojo portare
e butarme soe in tei oci

vieni piena
vena damor
e porta piere
porta legna
e crocefissi
che me vago a butare

vien la piena
vena de mare

marchigiano:
 
Ades a't lasc
maché a t'met
com na roba chera
o ' n fior dla rosa

ma giurle
a'n'dil a niscion
do' a t'ò arpost
do'a't carez

da sol a sola a't voj guardè
da na men ma ch'l'atra a't voj portè
el sol in't'ioich a'm voj buttè

ven
ven !
a't voj arcuntè
d'una fiumena ca'n la saveva amè

ven
ven !
a't voj insegnè a fém amè

ven otra fiumena
vena d'amor
e porta le pitre
e porta i legn
i crucfes
parchè a'm vag a butè

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