venerdì 31 maggio 2013

perché ti difendi

perché ti difendi
perché non smetti
vorrei parlarti
se solo potessi metterti a sedere
se solo potessi lasciarti andare senza mani
e sostenerti
come uno dei figli appena nati
o come uno dei tanti solo
incapaci d'ergersi
o camminare
andare avanti
sporgersi

come se potessi scrollare
l'inverno addosso
come se potessi dire che altre stagioni
hanno nomi festanti
e mani generose di donna
e labbra pronte
ad un sorriso senza nulla in cambio

ma tu difendi i perché
e non smetti i perché
e lasci medaglie rovesciate
come cocci di conchiglia
e porti via un indifferente
completo grigio di battigia.

1 commento:

albafucens ha detto...

bella me fa pensare alla fragilità dell'essere...
alla difficoltà, per quanto fragili, imperfetti, vulnerabili, di mostarsi semplicemente per quel siamo "umani"