mercoledì 29 maggio 2013

Non saprei, camminando osservavo le lumache sulla strada, dopo la pioggia, e da qualche parte della memoria, forse da quello spazio destinato ai sedimenti, quella parte forse meno controllabile del 'sentire', mi tornava in mente 'qualcosa' di William Blake, che sono andato a ripescare, e che era l'ulima strofa della poesia tradotta in italiano da Giuseppe Ungaretti, alla quale fa riferimento il link. Quanto segue è, invece, quello che ho pensato io, molto più terra terra, ad altezza di lumaca.
Ha chjovùtu e i merùchi
C’ull’ha jaccàt’ u tronu,
c’ull’ha sucàt’ u lampu
Pàssin a strata, queti e senza šcampu
U primu fissu ca si trova i zampa.

E’ piovuto e le chiocciole
Che il tuono non ha leso
Che il fulmine non ha ingoiato
Attraversano la strada, lente e senza scampo
il primo idiota che passa, le schiaccia.

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