sabato 20 dicembre 2014

Sguardo di te che amo.


Vorrei portarti con me ovunque
e se non posso portarti
voglio almeno tenerti
in tutti i posti che ti ho lasciato immaginare
poiché ti sapevo sempre intenta
a vedermi
ovunque andassi, a domandare
con le tue certezze e paure di madre
Ora che un altro tempo ci prende
sono io colui che domanda
e con le mie paurose incertezze
forse come tu facevi, immagino
quale sia il luogo prepotente
del ricordare dilaniato dai forse
Ma a nessuno lo dico
che tu non sei più qui
complice di ogni sempre
e madre in ogni luogo.
Ad ogni modo ti moltiplico
come in un gioco
di vetri colorati
di lacrime che non hanno luogo
e ti dico guarda
cosa ho trovato
antico, in un caleidoscopio
a specchio di noi
il tuo viso.

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