mercoledì 24 dicembre 2014

si abbassa il vento

si abbassa il vento
e sento nel ricordo solo le tue mani
libere dalle parole
vanno loro incontro i luoghi
e si riforma un tempo
che sfiorarsi era inevitabile e dovuto
oggi ritornano le immagini
e la voglia di desiderare
ma senza accanimento, né rabbia
come una copertura di silenzi
doverosa di tanta attesa
e d'occhi chiusi
forse non ci sarà altro
e nulla di tangibile
nessun'altra apparenza
che questa ierofania
inspiegabile, incredibile
come di una epifania rimandata e rimandata
ma ora
ora che sei nell'aria
e sempre nella contrarietà del vento
ti incontro
non ha luogo
questo tentativo
così altro ed esterno ad ogni mio dove
di cancellarti
di portar via dal soffio la vita
che in un granello si consolida
inarrivabile, profondo
da non credere
proprio come questo nulla che a nulla preludia
che non sia trovarti
e per sempre
quale che sia, pure irraggiungibile, tu, in altra vita.

Ierofania: ''Il senso della presenza o della manifestazione di qualcosa di «sacro», non necessariamente di un dio, che l’uomo avverte o può avvertire, a qualsiasi tipo di religione appartenga.'' Così dice il '' Treccani''; al posto di quella parola non avrei scritto nessun'altra parola. Fortunatamente era proprio quello che volevo dire, e, dopo aver controllato, dico che non mi ero sbagliato. Lo avrei detto comunque, anche se successivamente il vocabolario mi avesse detto che significa 'animale a quattro zampe' o 'fenomeno elettrico' o qualsiasi altra cosa... L'arbitrarietà è una delle caratteristiche fondamentali delle lingue e dei linguaggi, benché troppo e troppo spesso ignorata, anche durante la vigilia di Natale. Altra cosa è la costruzione sintattica... dove, in luogo di 'mi avesse detto' avrei potuto scrivere 'mi avrebbe detto', e invece di 'significa' 'significava'. Per scrivere bene e correttamente ci vuole una certa intelligenza e una ricerca del piacere che essa produce. Molto spesso non è il mio caso, pazienza.

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