giovedì 18 dicembre 2014

Partire, partirsi.

Partirsi.
Vorrei non farci caso, non averci fatto caso, ma è una casualità che scava, che ha scavato.
Invece partire diventa partirsi, e partirsene, che nell'intelligenza di un codice linguistico indica stadi e profondità dell'essere assolutamente differenti... il movimento si fa diacronico, storia di sé e di quei tanti 'se' che non fanno la storia, ma certamente la condizionano.
Questo ti dico, sperando che non si capisca altro, come se le parole fossero solo forma.

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