venerdì 7 marzo 2014

Fiori di primavere difficili



Fiori di primavere difficili
A riempire i vuoti
Sono urgenti cautele
E rapidi s’avvinghiano agli steli
Sono i sogni assetati e tumidi
Sono i sensi in attesa

Mi trapassa un tepore pauroso
Un’aria che solleva polvere
E diventa peso che si trascina nella gola

Anche per vivere sarebbe un bellissimo giorno
Anche a smettere i giorni sarebbe un bellissimo vivere

Purché sia
Purché non più
Guardare negli armadi
Con rassegnazione d’abito
Smesso
Come alla vita
Negato.

Non sono triste
E non è malestare
È la parola mala
Che divora le tempie
E le serra tra le mani

Prego per te
Ché non ti preoccupi
Che un tempo migliore
Un’aria di presta o di prima stagione si insinui
Nei tuoi desideri
Nelle tue passioni
Nelle piccole cose
Le troppo dimesse perché si abbiano a vedersi

Tu non sai quante volte ho pregato
E comunque la primavera è arrivata
Coi suoi tempi
I suoi rimandi
La sua natura scarmigliata

E solo oggi saprai che era a portarla
La primavera, la speranza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

è questa tua consapevolezza dell'attesa come della fine, che allarga a dismisura il sentimento e ti fa poeta.
ma non tralasciare la rinascita, ché in fondo è già primavera ogni volta che la chiami.

rigobianco.