domenica 23 marzo 2014

non ho più parole



non ho più parole
qualche abbozzo
rimane
come estraneo
di desinenze
di un sentire
quasi a segnale
di altre prosecuzioni
ma indefinite
di strada in strada
un avvio, forse, e labile
ché la via, oh, la via…
le vie crescono sui muri
come le impronte delle mani si attaccano
alle pareti in difesa
e c’è uno stacco, sempre
tra l’assiduo legarsi
e il sostegno
in verticale, un dissenso
un ristare
una assenza

i muri non fanno parola

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