domenica 16 marzo 2014

Mateo E. Loma, carta de amor de una gota. (lettera d'amore di una goccia al suo grembo)



…ma ora tu dormi e il mio destino è quello di una goccia che dispera della solitudine, una goccia nel tuo grembo, al tuo labbro, nelle tue mani... la goccia che all'insaputa di tutti, anche tua, reggevi, e che oggi avverti e stranita vorresti che mai si asciugasse... la goccia è scivolata nella tua vita, a cercarti; a volte vorresti esserle indifferente, ascoltarla come una domanda qualunque, accoglierla quasi con distacco, con una distanza che ti faccia sentire più forte... ma questa notte la goccia è tornata, e ad occhi chiusi ha reclamato il suo posto, il suo luogo dei giochi abbandonati... nella tua casa assolata, la ragazza e la goccia hanno giocato, fino a crollare dal sonno, stremate... ed ora nella notte penso al tuo sonno, e solo, protetto dalla lontananza, accenno un ritmo, poche parole timide, sussurrate in penombra... addormentarti mi incanta, perché ogni volta è una breve lotta, un intrecciarsi di braccia e gambe, fino a quando il tuo corpo diventa quello che riposa sul mio braccio disteso e il tuo volto è un'impronta leggera tra il mio petto ed il collo... tu ora dormi, e ti so accanto... e quale dolcezza in quelle tue parole sussurrate appena, quasi a difenderle dall'assedio dell'udito del mondo...
Si va facendo giorno, amore mio... e sarà più forte di te cercare di trovare una giustificazione a questa nostra condizione: forse non ce ne sono... forse è questo nostro un amore inspiegabile, ma che sa dispiegarsi a dispetto di tutto e di tutti... al di là delle convenienze e delle convenzioni... forse si alimenta solo di se stesso, di noi... e non temere, angelo mio, lo so che non mi chiami per fare l'amore, ma affinché le nostre parole si amino... non occorre che ci cerchiamo: voglio essere la goccia, e tu l'amore dove essa si sostanzia... buongiorno amore mio, qualunque cosa tu voglia o decida...
ti bacio

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