lunedì 17 marzo 2014

Grazie per le parole.

Grazie per le parole
trattenute
e per la sera che muore d'agosto
per il cielo che tocco e per il vento
che rovista
il tuo animo di donna sola
e con forza ti dice
che a guardare la stessa luna
non si è mai soli
né abbastanza lontani.

Grazie per il cielo
per la coperta che non hai tirato
sulle stelle
grazie perché sei donna
e pure avevi voce
quasi ancora di bambina
nel tuo sonno tiepido
ad un tavolo di cucina.

Grazie perché dici
non ho mai dimenticato
e grazie per i grazie,
neanch'io ti ho mai scordata.

Oggi che non so come
solo ora dici
ci sei sempre stato
come una grazia
come un cielo
come un ciao
o un tesoro nascosto
da piccola in mano:
non credo in un altro dio
né a questo che già non basta.

Vorrei dire così sia.
Vorrei dire
perdona
amare non è l'ultima visione
quella che nell'arco della notte serra gli occhi
no
amare è il giorno
è il primo volto
quello che t'accoglie
ché altro è l'ossessione
altro è dalla notte che trascorre

questo è mani
è sangue
è occhio illune
è rivo acclive
è canto muto
questo è altro d'amore
è camminarsi accanto nello stesso greto
è giorni contromano
è quello che sarà
è amare
il nulla che non muta
è nuova ossessione
a te
sconosciuta, silenziosa
come la mano appena mossa
lieve
perduta in un saluto.

Grazie per i cieli
allora
e per i puntaspilli che li affiggevano
loro sì
trascolorando a notte.

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